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Intervista con Shoji Nishio (1992), Parte 1

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di Stanley Pranin

Aiki News #91 (Spring 1992)

Traduzione di Gianni Canetti

Avendo già praticato Judo e Karate, l’ottavo dan Shoji Nishio Shihan bussò alla porta dell’Aikikai Hombu Dojo di Morihei Ueshiba, fondatore dell’Aikido, nel 1951. Oggi, nei suoi insegnamenti, Nishio Sensei mette a dura prova le arti orientate al marziale, modificando continuamente l’approccio all’Aikido affinché aderisca ai principi etici ritenuti cari dal fondatore. Questa è la prima di due parti dell’intervista con una delle figure più importanti dell’Aikido.

Shoji Nishio nel 1997

L’ultima volta che l’abbiamo intervistato, Sensei, è stato circa otto anni fa [1983]. In quella occasione Lei ci parlò un po’ a proposito delle sue recenti esperienze di pratica. Ricordo che Lei entrò all’Aikikai Hombu Dojo nel 1952 circa.

Esattamente.

Lei entrò come uchideshi (discepolo interno)?

No. Gli uchideshi allora erano Kanshu Sunadomari attuale capo del Manseikan dojo a Kumamoto, Kyushu, Sadateru Arikawa [attuale Aikikai Shihan], ed il signor Noguchi. Shigeo Tanaka ed il signor Sakai stavano cambiando di dojo.

In quel periodo quali erano le differenze tra l’Aikido insegnato allo Yoshinkan e l’Aikido che Lei praticava all’Aikikai?

In quel periodo lo Yoshinkan aveva aperto un dojo in Tsukudo Hachiman, ma non sembrava esserci nessuna differenza in quello che loro facevano.

Questa inusuale foto di tutti voi insieme fu fatta circa 40 anni fa. Possiamo vedere il Doshu, Morihiro Saito Sensei [capo dell’Ibaragi Dojo], Koichi Tohei Sensei [attuale capo del Shinshin Toitsu Aikido], Kiyoyuki Terada [Yoshinkan Shihan], Gozo Shioda Sensei [fondatore del Yoshinkan Aikido], Seigo Yamaguchi Sensei [attuale Aikikai Shihan], Sadateru Arikawa [attuale Aikikai Shihan], ed ultimo Kisaburo Osawa Shihan [direttore tecnico dell’Aikikai]. Guardando questa foto non sembra venisse fatta molta distinzione tra le diverse persone che insegnavano. Anche il compianto Kenji Tomiki Sensei veniva qualche volta a praticare?

Si, in quel periodo lui veniva a praticare e qualche volta ci allenavamo insieme ed andavamo insieme alla stazione di Okubo per tornare a casa.

Il Signor Tomiki ed io tornavamo a casa insieme. La zona circostante il dojo era stata distrutta durante la guerra e non c’era più nulla.

All’epoca Tomiki Sensei accennava già all’Aikido competitivo?

No, non aveva ancora iniziato a parlarne. Ma da quando conoscevo il signor Tomiki dai giorni del Kodokan, praticavamo qualche volta cose come gli esercizi di sbilanciamento nello otto direzioni (happo no kuzushi) quando lui aveva tempo. Allora non praticavo Aikido da molto tempo ma conoscevo già abbastanza bene Judo e Karate e sentivo che lui era facile da capire.

Credo che Tomiki Sensei enfatizzasse abbastanza la teoria nelle sue conversazioni.

Si, lui pensava alle cose da un punto di vista di istruzione accademica. Parlava a proposito del ritaku judo (tecniche di Judo eseguite da posizioni separate, come le tecniche di Aikido). Io credo che Tomiki Sensei pensasse al cambiamento dell’Aikido in un modo simile a come Kano Sensei trasformò il Jujutsu nel Judo. Io sentivo anche che poteva essere valido se questo fosse stato adottato come metodo educativo nelle scuole medie e superiori. In altre parole, se tu pratichi un arte marziale come l’Aikido quando sei piccolo, tu puoi impararla superficialmente e non essere in grado di correggere le cattive abitudini quando invece è importante farlo. Il risultato è una tecnica povera. Per questo, pensavo che potesse essere buono avere delle persone giovani che praticassero l’Aikido competitivo. Il mio pensiero a quel tempo era che potesse essere meglio iniziare Aikido circa all’età dell’università dopo che uno aveva acquisito una certa capacità di giudizio. I bambini che praticano Aikido mancano della capacità di capirlo. Da questo punto di vista, penso che possa essere buono incorporare il metodo del Signor Tomiki [l’Aikido competitivo] .

Shioda Sensei veniva qualche volta ad insegnare al dojo?

No, lui non insegnava. Poteva qualche volta fare dimostrazioni se c‘era qualche evento. Spesso sbirciava nel dojo per guardare cosa stavamo facendo. Veniva anche il signor Mochizuki [attuale capo dello Yoseikan Hombu Dojo]. Guardo con affetto ai ricordi di quei giorni.

Oltre O-Sensei c’era qualcun altro a quei tempi che Lei prendesse come modello?

Ho imparato un po’ di cose dal metodo del signor Yamaguchi. Lui sapeva cose che io non conoscevo. Le mie conoscenze precedenti arrivavano dal Judo e dal Karate, ma lui aveva studiato la spada durante le scuole medie con l’antico sistema educativo. Trovavo che il suo approccio fosse veramente originale.

Ci era stato detto che l’Aikido proveniva dalla spada, ma non sono mai stato convinto delle risposte alle mie domande in merito. Così intorno al 1955 ho iniziato a praticare Iai e Jodo. C’erano veramente poche persone che praticavano Iai in quel periodo. Dal momento che lo praticavo per imparare l’Aikido, non mi soffermavo su un singolo stile, ma piuttosto praticavo un numero di sistemi diversi.

Le scuole erano tutte differenti in funzione del periodo dal quale provenivano. Ma questo era qualcosa che era necessario. Per esempio, qualcosa come l’attuale Iai istituzionalizzato che si basa principalmente sul Omori-ryu non è particolarmente utile per noi. Questo sistema si è evoluto da una parte dell’etichetta del samurai durante il periodo Tokugawa. E’ lontano dall’essere un sistema di combattimento reale. I miei dubbi sono iniziati osservando il modo di portare la spada. E’ impossibile sedersi indossando la spada lunga. Questa è la posizione per la spada corta. Il Samurai non poteva sedersi indossando la spada lunga. Se tu andavi a casa di qualcuno, consegnavi la spada all’ospite. Se tu eri da qualche parte dove ti veniva concesso di tenere la tua spada, la deponevi dietro di te o sul tuo lato opposto. Questo per dimostrare che non avevi intenzione di sguainarla.

Potrebbe darci maggiori particolari sulla sua preparazione nella spada?

Ho imparato da abbastanza pochi maestri di spada, quali Shigenori Sano Sensei e maestri di spada che erano 9° e 10° dan in quel periodo. Normalmente, non potevi avvicinare quel tipo di persone, ma io ero giovane e mancavo di discrezione. Non mi controllai e quando andai da loro quasi non mi rivolsero la parola. Quelle esperienze mi sono molto utili oggi.

Qualche cosa a proposito del suo addestramento con il Jo?

Per il mio addestramento nel Jo andai al dojo del Shindo Muso-ryu di Takaji Shimizu. Era più o meno lo stesso periodo, circa il 1957 o 58.

C’era un uomo chiamato Hosho Shiokawa che è il capo istruttore del Mugai-ryu ed è l’attuale presidente del ECO Karate Federation e vice presidente del All-Japan Jodo Federation. Pare che frequentasse anche il dojo di Shimizu Sensei in quel periodo. Nel suo libro scrisse qualcosa su di me. Capirai se lo leggi. Lui aveva delle difficoltà a progredire nel Karate ed iniziò a praticare aiki. Io avevo avuto delle difficoltà col Judo ed iniziai aiki. Ci siamo allenati insieme per circa due anni. Dopodiché andò a praticare al dojo del signor Shimizu. Ci andai anch’io, ma non mi soddisfò del tutto. Ti presenterò a lui una volta, perché non vuoi conoscerlo? Veniva al dojo quando il signor Tohei era attivo. Se lo incontri credo che ti parlerà di Tohei e di Yamaguchi. Lui è una persona veramente eccezionale. Insegnò anche al dojo Sogen Omori e per molti anni al Tesshukai. Andai successivamente al dojo di Shimizu Sensei all’incirca per mezzo anno ed incontrai un gran numero di persone. Praticavo abitualmente Jodo al dojo Yokohama così se c’era qualche cosa che non avevo capito potevo andare da Shimizu Sensei a fare domande. Lui mi insegnò molte volte. Le sue indicazioni sono state veramente utili. Un grande uomo come questo ha grandi cose da offrire. Io dico ai miei studenti che se fanno visita ad altri insegnanti che vadano a vedere i migliori personaggi. Così che, anche se non capiscono qualcosa oggi, un giorno avranno benefici da quello che gli è stato spiegato.

Dove ha praticato Karate?

Inizialmente sono andato al dojo di Yasuhiro Konishi Sensei. In quei giorni gli studenti universitari Giapponesi che praticavano Karate erano abbastanza deboli. Molti giovani elementi andavano ad insegnare all’università. Io non prestavo attenzione ai differenti stili ed appena apriva un nuovo dojo andavo subito a dare un’occhiata. Non mi preoccupavo di certe cose per niente. Agli inizi Tokyo era un’area devastata dal fuoco e non c’era nessun dojo.

Dunque: prima Lei ha praticato Judo, Karate, Aikido, Iai e Jodo. Ha praticato qualche altra arte marziale?

Ho praticato anche la lancia. Ho fatto un po’ di pratica di juken (fucile di legno con baionetta) alle scuole.

Oggi mentre osservavo la sua pratica ho notato che Lei applica il Jo ed il Ken alle sue teniche a mani nude. Sono applicabili anche agli atemi?

Nella nostra pratica di tecniche a mani nude delle proiezioni e delle immobilizzazioni gli importanti principi di tsukuri (azione preparatoria all’attacco) e kuzushi (sbilanciamento) quasi sempre comprendono l’atemi. Io faccio uso di tecniche di atemi e di respirazione (kokyu) nel tsukuri e nel kuzushi. Quando ho iniziato a praticare Aikido c’erano poche tecniche di proiezione. C’erano solo iriminage, shihonage e kotegaeshi. Ho introdotto molte tecniche di proiezione di anca per via dei miei trascorsi nel Judo.

Mi sembra che il signor Tohei una volta abbia detto, “Nishio non fa aikido. Non so cosa lui faccia se Judo o Karate, ma non è aikido. Lui non sa come espandere il ki” [Risata].

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