Aikido Journal Home » Articles » Morihei Ueshiba e Minoru Mochizuki Aiki News Japan

Morihei Ueshiba e Minoru Mochizuki

Available Languages:

di Stanley Pranin

From Japanese Wushu Magazine

Traduzione di Luca Idolazzi

La carriera nel Budo del Maestro Mochizuki è stata unica per diversi aspetti. Iniziò la pratica del Judo da bambino ed è ancora attivo oggi all’età di 81 anni [Oggi 93]. Da giovane ebbe stretti rapporti con alcune figure di spicco del Budo dell’epoca, come Jigoro Kano, Kyuzo Mifune e Morirei Ueshiba. In aggiunta è un uomo di notevole intelligenza e il suo pensiero è stato influenzato molto da Kano e Ueshiba così come da altri filosofi e scrittori. Entriamo in contatto con i punti salienti dell’eccezionale carriera di quest’uomo in questo quarto articolo sulla storia dell’aikido

Minoru Mochizuki al 60°
anniversario dello
Yoseikan Dojo nel 1992

I primi studi del Judo

Minoru Mochizuki nacque nel 1907 nella città di Shizuoka e iniziò la sua carriera nel mondo del Budo alla tenera età di cinque anni con la pratica del Judo. Da ragazzo la sua pratica eclettica nel Judo era già evidente e il suo allenamento comprendeva anche il kendo e una scuola tradizionale chiamata “Gyokushin Ryu Jujutsu. Nel 1926, a 19 anni, Mochizuki iniziò a praticare al Kodokan, la mecca del Judo, e in meno di due anni fu promosso al grado di sandan, un incredibile traguardo per quei tempi. Il Maestro Mochizuki racconta una simpatica storia su come avesse attratto l’attenzione del famoso Kyuzo Mifune sensei durante la pratica di un kangeiko (allenamento intensivo invernale). In quel periodo viveva a Tsurumi, che era abbastanza lontano dal Kodokan di Tokyo. Per riuscire a partecipare alle lezioni del mattino doveva partire da casa a mezzanotte circa. Una mattina, fuori dal Kodokan, non riuscendo a trovare il secchio con cui era solito ripulirsi dopo la sua faticosa camminata notturna, saltò nel pozzo e affondò sotto lo strato di ghiaccio che si era formato sulla superficie. Quando il giovane Mochizuki risalì dal pozzo, una mano sconosciuta lo aiutò ad uscire. Era proprio Mifune sensei che osservava incredulo quel ragazzo fradicio e che disse: “Cosa pensavi di fare tuffandoti nell’acqua gelida? Sei pazzo, ti rovinerai la salute in quel modo”. Mifune ordinò a Mochizuki di rimanere nella sua abitazione quella sera. Da quel momento continuò a stare presso il Maestro Mifune in qualità di Uchideshi e così imparò direttamente quanto fosse importante stare accanto al proprio maestro ventiquattro ore al giorno.

Attira l’attenzione di Jigoro Kano

A dispetto del fatto di essere nel fiore degli anni e con un forte spirito competitivo, Mochizuki sentiva il bisogno di espandere l’orizzonte del suo allenamento. Kano aveva costituito un “Gruppo di ricerca sulle arti marziali classiche” presso il Kodokan e Mochizuki iniziò la pratica del Katori Shinto Ryu. Di lì a poco catturò l’attenzione di Jigoro Kano, che gli disse: “Tu puoi fare molta strada e diventare un buon insegnante…In futuro sarai uno dei migliori insegnanti qui al Kodokan”. Kano chiese a Mochizuki di riferirgli ogni mese i suoi progressi nell’allenamento. Questo portò ad una serie di scambi di opinione nei quali, nell’ottica di un sistema educativo, Kano cercò di stimolare la mente del giovane Mochizuki che, al tempo, era totalmente occupata dall’idea di vincere competizioni. A questo proposito, le idee di Kano riguardo l’autentico scopo del Judo e i rischi nascosti degli sports, avrebbero contribuito in seguito e in modo sostanziale a formare le basi dello Yoseikan Budo di Mochizuki. Il rapporto tra Judo e Aikido iniziò quando Kano, su invito dell’Ammiraglio Isamu Takeshita, si recò ad una dimostrazione del Jujutsu praticato da Morihei Ueshiba, nell’Ottobre 1930. Molto colpito, il fondatore del Judo inviò due dei suoi migliori studenti -uno di questi era Minoru Mochizuki- a studiare con il Maestro Ueshiba.

L’apprendimento del Daito Ryu con Morihei Ueshiba

Mochizuki iniziò a studiare Daito Ryu Aikijujutsu presso Ueshiba, per qualche mese a Mejiro, già prima dell’apertura a Ushigome, nello Shinjuku, del Kobukan Dojo nell’aprile del 1931. All’epoca aveva ventiquattro anni e compiva progressi notevoli grazie alla sua vasta esperienza nel Budo e al suo innato talento. Poco dopo essere entrato al Kobukan, il Maestro Ueshiba gli chiese di supervisionare i suoi uchideshi e di aiutarlo come assistente istruttore. Ueshiba suggerì a Mochizuki anche di sposare sua figlia e divenire così suo figlio adottivo e suo successore. Mochizuki declinò l’offerta e la fatalità volle che si ammalasse di lì a poco di pleurite e tubercolosi polmonare. Fu riportato a Shizuoka per poter essere curato . Dopo tre mesi trascorsi in ospedale, iniziò gradualmente a insegnare in un dojo costruito da suo fratello e da alcuni amici nel centro della città. L’apertura ufficiale del dojo fu nel Novembre del 1931 e vi parteciparono diversi dignitari di Tokyo, tra cui Ueshiba, l’Ammiraglio Takeshita e il generale Makoto Miura.

Anche se Mochizuki aveva trascorso solo pochi mesi allenandosi con Ueshiba a Tokyo prima di ammalarsi, Ueshiba lo visitava regolarmente quando si recava lungo la strada per Kyoto per insegnare nei seminari organizzati dalla Budo Senyokai, sponsorizzata dall’Omoto. Fu in questo periodo che Ueshiba conferì a Mochizuki due pergamene di trasmissione del Daito Ryu. Entrambe sono datate Giugno 1932. Il titolo della prima è “Daito Ryu Aikibujutsu” ed è identica al “Daito Ryu Hiden Mokuroku”, dato da Sokaku Takeda come raggiungimento del primo livello di studio del Daito Ryu. La seconda è intitolata “Hiden Ogi”, la pergamena che certificava il raggiungimento del successivo livello più elevato nella tradizione del Daito Ryu. Entrambe le pergamene portano la firma di “Moritaka Ueshiba, allievo di Sokaku Takeda” e un sigillo su cui si legge “AikiJujutsu”. Questi documenti forniscono un’ulteriore prova sull’importanza del Daito Ryu nella storia dello sviluppo tecnico dell’Aikido. Forte del suo spirito d’avventura, Mochizuki si trasferì in Mongolia nel 1930, dove trascorse in totale otto anni. Tornò in Giappone al termine della guerra. Là, in quella regione, ebbe modo di osservare lo stile di vita di popolazioni che si basavano sull’agricoltura e sulla caccia. Questa esperienza diede lui modo di comprendere in maniera ancora più approfondita le radici storiche delle arti marziali cinesi. Durante questo suo soggiorno imparò anche il Karate con un Maestro giapponese. Tornato a Shizuoka alla fine della Seconda Guerra Mondiale, Mochizuki riprese contatto con Morihei Ueshiba, che richiese la sua esperienza per l’assistenza nella direzione dell’Hombu Dojo della Shinjuku Aikikai, ma egli rifiutò per non essere coinvolto in questioni relative all’Organizzazione.

Viaggio in Francia

Minoru Mochizuki a 50 anni circa
mentre dimostra l’arte della spada

Mochizuki Sensei fu un pioniere dell’Aikido sotto diversi punti di vista. Fu il primo a portare l’Aikido in occidente, quando viaggiò attraverso la Francia per insegnare il Judo. L’introduzione dell’Aikido in Europa e l’associazione con il Judo derivano direttamente dalle prime attività di Mochizuki. Pose le fondamenta di un sistema che si sarebbe ripetuto per molti Paesi europei e che vedeva le radici dell’Aikido affondare direttamente nella già esistente comunità del Judo. Un ampio numero di praticanti europei di vecchia data erano Judoka che si erano già lasciati alle spalle i loro anni di agonismo e trovavano nelle aggraziate tecniche dell’Aikido un’alternativa perfetta, che permetteva di continuare la pratica marziale attiva e continuativa. Mochizuki trascorse un totale di due anni e mezzo in Francia e i suoi sforzi permisero di porre le basi per lo sviluppo della più grande comunità di Aikidoka al di fuori del Giappone. Si dice che oggi i praticanti di Aikido siano più di 50.000 in Francia!

La nascita dello Yoseikan Budo

Seguendo un progetto in maturazione negli anni successivi alla guerra, Mochizuki formulò gradualmente un sistema marziale proprio e complesso, che includeva elementi di Judo, Jujutsu, Aikido, Karate, Katori Shinto Ryu e altre arti. Questo stile divenne conosciuto come “Yoseikan Budo”. Tale progetto portava l’evidente impronta delle filosofie di Jigoro Kano e Morihei Ueshiba, gli insegnanti per cui egli provava profondo rispetto. Kano, che pensava in modo razionale e Morihei Ueshiba, che aveva una notevole spiritualità, nel loro modo di insegnare avevano trasmesso a Mochizuki la futilità di pensare unicamente al concetto di vittoria e di come il vero scopo del Budo risiedesse nello sviluppo del carattere dell’individuo.

Mochizuki si mantenne periodicamente in contatto con il fondatore dell’Aikido, fino alla sua morte nel 1969, anche se rimase sempre indipendente dall’Aikido Hombu Dojo. Continuò a viaggiare all’estero, ponendo basi stabili in Francia, Australia, Taiwan e Canada. Continuò ad insegnare lo Yoseikan Budo nel suo dojo di Shizuoka e a scrivere libri e articoli su diversi aspetti relativi alle arti marziali.