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Irimi

di Ellis Amdur

Published Online

Traduzione di Gianni Canetti

Ho letto recentemente un post che conteneva una frase molto usata - “togliti dalla linea ed entra”. Non solo questa frase non rende piena giustizia al concetto di irimi (confesso l’ho usata io), conduce a una comprensione sbagliata della tecnica dell’aikido. Questo errore non è solo intellettuale, ma espresso fisicamente, probabilmente si trova alla base delle deficienze tecniche che sono, presumibilmente, molto comuni in aikido.

“Togliersi dalla linea”, almeno come molte persone che ho osservato lo eseguono, è reazione. Noi ci spostiamo un passo di lato, usciamo dalla linea dell’attacco, ecc. Irimi quindi viene visto come un contrattacco da un angolo - come dire arte marziale come applicazione di geometria.

In giapponese, contrattacco di reazione viene spesso chiamato “go no sen”, che è un anticipare l’iniziativa dell’altro ma anche questo non è corretto. Infatti, contrattacchi di reazione sono commemorati con lapidi.

Nel Go no sen, uno porta via l’iniziativa dall’altro e lo domina. Immaginiamo una conversazione nella quale qualcuno eleva la sua voce, e nel mezzo della sua tirata, alzo la mano e dico, “Nessuno dica più una parola”. E tutti stanno zitti. Una cosa é la reazione, come in, “non mi piace il Suo tono di voce! Lei ha torto” al che loro rispondono di nuovo, e io rispondo a mia volta. Un’altra cosa spesso è riferita ad una lite verbale o ad un battibecco. Go no sen è dominante - un colpo, una vita.

Troviamo chiaramente questo nel kenjutsu, e un esempio lo troviamo nella scuola Itto-ryu (ricorda il legame profondo che Itto-ryu ha con Daito-ryu). Come il nemico taglia, così, anche, io taglio. Non lungo lo stesso percorso. Sullo Stesso Percorso. Due oggetti non possono occupare lo stesso spazio, e io, con grande forza/velocità/tempo/stabilità, ecc occupo quello spazio. Il nemico, apparentemente è deviato, ma non portato via. Semplicemente non gli è permesso di occupare quello spazio. E spesso non ci sono tai-sabaki (spostamento del corpo, uscendo dalla linea). Potrebbe esserci. Se c’è, è simultaneo - non uno che segue l’altro. Ma oltre questo, tai-sabaki non è parte della definizione fondamentale di irimi, semplicemente un’elaborazione di questo.

Irimi in aikido occupa lo stesso spazio allo stesso momento. Questa, allora, è la vera essenza di atemi - non pugilato - ma usando il corpo (particolarmente gli arti) andiamo ad occupare lo spazio che l’oppositore sta tentando di occupare. Qualche volta si esce dalla linea, qualche volta uno incrocia la linea o anche sulla linea. Come un nuotatore che si tuffa giusto nella pancia di un’onda che si frange. Come Shioda Gozo in una delle sue tecniche favorite dove, in risposta a una presa con entrambe le mani, lui avanza improvvisamente con le braccia rigide e verso il basso e l’oppositore, rimbalza verso l’alto e vola via. Come Nishio Shoji con quella torsione piccola e sottile che fa col suo polso al momento in cui viene afferrato e crea una piccola ma inesorabile onda come un balzo indietro (il kuzushi) nel suo partner. Come Kuwamori Yasunori usava fare con le sue anche occupando bene il posto dove la sua gamba che avanza andava ad occupare nel suo meraviglioso koshinage. Come Chuck Clark nel giusto modo in cui mette ll suo carnoso pugno dove la tua testa dovrebbe essere. Tutto irimi senza muoversi da qualsiasi linea.

La tecnica di Aikido - che noi pratichiamo così tanto, e sembra, così aperta a critiche da gente che raccomanda di aggiungere un tocco di pugilato e un pizzico di judo - è l’EFFETTO, non l’essenza dell’Akido. Più propriamente, tecnica caduta nelle mani di qualcuno dopo che l’aikido è stato fatto.

E il tenkan? Ho scritto altrove su questo, ma riassumo in breve. Il Tenkan immaginato come sfilare via/astuzia/condurre in un percorso circolare non è parte dell’aikido. Soltanto una parte di fantasia giocata fuori dal tatami. Il Tenkan è sempre preceduto da irimi. L’oppositore può essere così preparato o potente che come irimi cerca di prendere il suo spazio, lui assorbe e recupera lo spazio, e così si innesca un movimento circolare. Perché se irimi prende il suo centro – anche solo per un momento - lui sarebbe spinto via. Il moto circolare comincia con lui. Il Tenkan è come attaccarsi ad un pianeta e aggiungere velocità dell’ellisse o spirale o tangente alla sua rivoluzione circolare. Le tecniche ura in Aikido (il tenkan) portano la persona su una tangente - interna o esterna - al loro percorso circolare. Tenkan andrebbe descritto come una spirale, non come un cerchio - è la permutazione di un cerchio iniziale nel momento in cui ne prendiamo il controllo. Ma se irimi non avesse già vinto metà o più della battaglia, non ci sarebbe nessun tenkan da completare. Saresti semplicemente sconfitto.

Autore di: “Dueling with Osensei” & “Old School”, e del nuovo DVD: “Ukemi from the Ground Up”.

www.ellisamdur.com

Nota dell’Editore: questo articolo è stato pubblicato originariamente come blog.